Tre sono le acque dell'Amiata: quelle zampillanti delle sorgenti, che hanno dissetato per secoli il nostro popolo; quelle freddissime della neve, che ricoprono di un tappeto bianco la vetta durante l'inverno; e infine quelle calde delle terme, che fanno corona alla montagna, tuttintorno.
Le acque sgorgano prepotenti dalla roccia, a Santa Fiora o a Vivo d'Orcia, si spandono per i boschi, scintillano in corsi serpentini.
Si congelano discendendo dalle nubi alla vetta, in mille piccoli gioielli cristallini, che fanno la felicità degli sciatori e dei ragazzi.
E poi scivolano un po' subdole verso le pozze e le piscine, piene di zolfo, benefiche e calde, come un liquido amniotico, che è quello del ventre della nostra terra madre.