Selva
La Selva non ha la struttura propria di un paese, ma si presenta nel suo centro come un agglomerato di case, che costituisce la frazione Selva propriamente detta, costellato di piccole e caratteristiche borgate. Il luogo è nominato la prima volta nel 1077 proprio come Monte Calvo, località ove sorge la Chiesa della SS. Trinità, una struttura privata degli Aldobrandeschi, conti di Santa Fiora. Gli abitanti della Selva per secoli hanno tratto il loro sostentamento dallagricoltura, dalla pastorizia, dalla silvicoltura e dalle maremmate (discese temporanee in Maremma), a cui dai primi anni del Novecento allinizio degli anni 80 si è aggiunta la miniera, remunerativa, ma molto pericolosa per la salute.
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Bagnolo
Secondo documenti d'archivio a Bagnolo sorgeva un convento di Agostiniani dedicato a Santa Barbara, in seguito (inizi 1300) spostato a Santa Fiora a causa del condizioni idrogeologiche del luogo, che invaso dalle acque del fosso Cadone fecero lentamente sprofondare la dimora della comunità religiosa. Oltre alla leggenda che vuole la campana sprofondata ancora rintoccante, a testimoniare la presenza del convento di Bagnolo esiste una lapide sepolcrale (1254) del conte Ildebrandino Aldobrandeschi con lo stemma del ramo santafiorese della famiglia (aquila-leonata), oggi situata all'ingresso della chiesa di Sant'Agostino.
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Bagnore
La più a ovest delle frazioni, Bagnore è un insediamento urbano che si sviluppa quasi totalmente lungo la strada provinciale. Famosa per la presenza di una centrale geotermoelettrica, qui sono situati i complessi produttivi di due importati aziende italiane: UNIBON e AMADORI. Al confine con Arcidosso sgorga la cosiddetta acquaforte dalle straordinarie proprietà curative. Affianco a Bagnore, composta da una decina di poderi sta Poggi la Bella che compare anch'essa come frazione.
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