Cana
Di origine etrusca, Cana fu possedimento dell'abbazia amiatina e successivamente fu un castello aldobrandesco chiamato originariamente "Rocca al Cana". Delle antiche fortificazioni restano tratti di mura intorno al piccolo centro abitato, ancora oggi nella piazza si trova il pozzo mediceo del 1611 con sei pinnacoli che sostengono altrettante palle di pietra serena. A Cana si trova la Chiesa parrocchiale San Martino citata nel 1276-77 ed elevata a pieve nel 1532. Custodisce un'acquasantiera del XVI secolo e un dipinto della Madonna del Conforto di scuola senese del tardo Cinquecento.
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Vallerona
Prevalentemente collinare, Vallerona è un luogo dove si coltivano molti frutti: castagne, olive, uva. Citata nel XVIII secolo come la Villa di Vallerona, si è sviluppata in epoca moderna. Il borgo conserva una monumentale fontana del primo decennio del secolo, dell'ingegnere Giacomo Frigeri con nel timpano lo stemma della comunità. All'interno del paese si trova la chiesa di San Pio, che conserva una fonte battesimale e un'acquasantiera in peperino, entrambi del XVII secolo.
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Santa Caterina
Sulle pendici occidentali dei poggi che separano la valle dellAlbegna da quella dellOmbrone, a pochi chilometri da Roccalbegna, tra il secolo XV e il XIX, si andarono formando dei caseggiati popolati da coloni, pastori, boscaioli, carbonari e segantini immigrati dal casentino. L'ultimo caseggiato, la Pianona, sorto intorno al 1880 ad opera del valleronese Fabio Farraio Francesco Corridori. I caseggiati sparsi prendono il nome di Santa Caterina dalla presenza in loco di un'antica cappella dedicata alla santa martire di Alessandria. A detta cappella sono legate molte leggende e la tradizione della Focarazza che viene accesa ogni anno la sera del 24 novembre. Intorno al 1880 buona parte dei poderi venne in possesso dei Cinciari di Civitavecchia.
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Triana
Il castello di Triana sorge su uno sperone di roccia e ha una sola porta di ingresso ricostruita in stile nel 1913. Se ne ha notizie fin dal 776 nei documenti dell'abbazia di San Salvatore ma l'esistenza del castello è affermata solo nel 1216 quando venne assegnato agli Aldobrandeschi. L'imponente costruzione castellare è il frutto dell'integrazione di strutture originarie con vari rifacimenti ed ammodernamenti. Il torrione ottagonale conserva la forma originaria. La popolazione vive oggi come allora principalmente nei poderi che, nellinventario del 1706 dellAgrimensore Pasquale Furzi, erano ben descritti: due senza tavolare coperte a canali, a due stelle sotto con un chiostro murato,la tipologia di podere più diffusa in questa parte del territorio. Alcuni pigionali abitavano le case di proprietà signorile lungo la strada che porta la castello, mentre altre costruzioni, forze anche di concia, erano situate sotto la rupe.
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