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Amiata

 
10/2/2012

Storia e cultura dell'Amiata
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Stribugliano

Le lontane origini di Stribugliano risalgono all'anno 868, quando era il "Casale Stabuoloriniano", poi castello aldobrandesco. Passato a Siena, poi al Granducato di Toscana, con Pietro Leopoldo venne unito ad Arcidosso. Stribugliano col suo borgo si allunga da una parte in nuove costruzioni, dall'altra si chiude con un grosso macigno, "La Pietra Rossa", posato lì, sembra, come talismano di questo piccolo paese. E' soprattutto un ottimo belvedere sull'Amiata, in un'invidiabile posizione che guarda verso il Tirreno, da cui si godono tramonti infiniti sull'Argentario, la Sardegna, la Corsica. Le colline rotondeggianti si distendono in un dolce paesaggio fino all'Abbandonato, in un alternarsi di terre coltivate, di querce, di papaveri rosseggianti in ampi campi di grano dardeggiati dal sole, di pascoli seminati di pecore e di poderi.
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Montelaterone

Cresciuto su una cresta di arenaria tra le valli dei torrenti Ente e Zancona, Montelaterone è uno tra i primi castelli documentati dell'Amiata (1004). Possesso dell'Abbazia nel 915 (Saxum Laterone, Montelatrone), poi conteso agli Aldobrandeschi da Siena e Orvieto, legato ad Arcidosso dal 1783. Dall'alto della Rocca, l'occhio controlla il degradare di vigneti, oliveti e prati, fino a un orizzonte che si fonde in più lontani profili. Araldi e simboli compaiono insieme a tracce di attività artigianali, sedimenti di memoria che dicono di paioli colmi di monete d'oro, di tesori introvabili, del "Piatto del diavolo", della "Buca delle fate". Sulla strada tra il paese e Arcidosso è la Cappella delle Schiacciaie, con un portale del 1665 e vari affreschi.
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Bagnoli

Situata a circa un chilometro dal capoluogo e, insieme ad altri agglomerati urbani (come Canali, Capannelle, Grappolini, Piane del Maturo, Case Nuove ecc...) ricorda l'archeologia industriale della montagna. In questa zona sorgeva il lanificio, destinato un tempo alla lavorazione completa della lana (arte in cui il territorio di Arcidosso si era sempre distinto).
Era anche presente l'escavazione e la lavorazione della "Terra di Siena" per la produzione di coloranti.
Tra Bagnoli e Capanelle, la Pieve di Santa Mustiola, ricordata fin dal XIII secolo, conserva i resti delle originarie strutture romaniche.

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Macchie e Zancona

Queste due frazioni sono poste in un ambiente naturale incontaminato, sotto al cono del Monte Labbro. Zancona prende il suo nome dal fiume omonimo, mentre il nome “Macchie” deriva dalle caratteristiche del luogo.
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