Cinigiano

Antico villaggio fortificato, Cinigiano fu possesso prima degli Aldobrandeschi e poi di Siena, per passare nel XIV secolo brevemente ai conti Guidi di Battifolle. Menzionato per la prima volta in un documento del 1111 con il nome di Cinisano, questo comune conserva ancora oggi le tracce del cassero aldobrandesco e l’antico stemma del cigno che tiene nel becco una freccia. Splendidi gli edifici religiosi, tra cui spiccano la Madonna delle Grazie, con affreschi del XV secolo, e la parrocchia di San Michele Arcangelo del 1598, dove è conservata un’opera di Francesco Vanni rappresentante la Crocifissione di Gesù con san Francesco, san Marco, la Vergine e i santi Sigismondo e Giovanni Evangelista. Fanno parte del territorio di Cinigiano le frazioni di Poggi del Sasso, Sasso d’Ombrone, Borgo Santa Rita, Castel Porrona, Monticello Amiata, Castiglioncello Bandini, Colle Massari e Vicarello. Sasso d’Ombrone fu una grancia, ossia una fattoria strutturata, composta da ben tredici casali, del Santa Maria della Scala di Siena. Castel Porrona fu proprietà dell’abbazia di Sant’Antimo e di Siena, prima di essere diviso tra le famiglie dei Piccolomini e dei Tolomei. Pio II ci soggiornò nel 1459. Nel 1590, il granduca Ferdinando I lo trasformò in una commenda della Religione Militare di Santo Stefano, ma già nel ‘200 ebbero qui una commenda – di cui oggi si sono purtroppo perse le tracce – i Cavalieri di Malta. Colle Massari era un castello medievale poi trasformato in convento; Vicarello è un castello, oggi proprietà privata. Monticello Amiata, conosciuto nei documenti sin dall’860, fu proprietà dell’abbazia del San Salvatore fino al 1313, prima di passare sotto il governo di Siena. La chiesa parrocchiale conserva una splendida Vergine in Maestà di Bartolomeo Neroni, allievo del Sodoma e la chiesa di Val di Prata una Madonna del Carmine di Giuseppe Nicola Nasini (1691). Da non dimenticare il piccolo museo della civiltà contadina, la Casa Museo, che si trova in città, all’interno di un edificio rinascimentale. Si tratta di un museo etnografico che ricostruisce una casa contadina dell’Ottocento e del Novecento. L’esposizione comprende una collezione di oggetti di arredamento e di uso domestico, di attrezzi per il lavoro nei campi, nel bosco e nelle botteghe artigiane. Il museo è composto da una camera e da una cucina arredate con utensili originali e da un piccolo frantoio in cui sono raccolti gli strumenti da lavoro. Monticello ha anche un’altra prerogativa: il presidente degli Stati Uniti Thomas Jefferson dette il nome del paesino alla sua tenuta in Virginia dopo averne ammirato la perfetta organizzazione in campo agricolo. Castiglioncello Bandini, infine, fu probabilmente una roccaforte aldobrandesca prima di passare nelle mani della famiglia senese dei Bandini. Fu qui che Sallustio Bandini scrisse il suo rapporto sulla Maremma senese nel XVIII secolo. Tra Monticello Amiata e Castiglioncello Bandini è situata la riserva naturale di Poggio all’Olmo, ricca di castagneti, boschi di cerro e altre latifoglie, soprattutto roverella e carpino nero, nonché di pascoli e arbusteti dominati dalla ginestra dei carbonai, dalla felce aquilina e dal rovo, dal prugnolo, dal biancospino, dalla rosa canina e dalla ginestra. In primavera il terreno ospita la fioritura della viola etrusca e delle orchidee selvatiche. Tra le piante monumentali della riserva, un pero mandolino, un noce e un castagno. Per la fauna, gli zigoli neri, le averle piccole, l’albanella minore, il biancone, il falco pecchiaiolo, il falco pellegrino e lo sparviero. Frequenti anche il gatto selvatico e anfibi come la salamandrina dagli occhiali e l’ululone dal ventre giallo.


L’appuntamento più importante dell’anno a Cinigiano è naturalmente la Festa dell’Uva, un evento tradizionale di grande rilevanza nato nel 1966. Si tratta di una gara tra i tre rioni del paese, Cassero, Molino e Pescina, che preparano ciascuno un carro allegorico sviluppandone il tema di fronte a una giuria. La festa si tiene solitamente in ottobre. Una sagra dell’anguilla si celebra inoltre a Sasso d’Ombrone. Tipica e assai importante la festa della castagna di Monticello Amiata, che si svolge naturalmente in autunno; il vino ha le sue celebrazioni intorno al 10 di agosto a Cinigiano durante la parata Calici di Stelle.


Il vino Montecucco deriva il suo nome dall’area geografica del territorio di Cinigiano ed è naturalmente il prodotto più importante della zona, quello che le è valso – insieme ad altri frutti importantissimi, quali l’olio, il miele e le castagne - l’entrata nel Distretto Rurale della Maremma. Già nei primi anni del XII secolo, per mostrare la qualità del vino della zona, i fratelli Rodolfo e Ildebrandino di Montecucco offrirono all’abbazia del San Salvatore alcuni ettari di vigneti. La Strada del Vino Montecucco è organizzata in un percorso principale e in cinque micropercorsi che si snodano sul territorio nelle zone più belle e interessanti dal punto di vista vitivinicolo, storico, culturale e ambientale. Non meno importanti del vino, prodotti quali la castagna (col marchio della Castagna IGP del Monte Amiata), l’olio (la dop Maremma) e il miele costituiscono l’eccellenza di questo territorio.




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