Tre sono le acque dell'Amiata: quelle zampillanti delle sorgenti, che hanno dissetato per secoli il nostro popolo; quelle freddissime della neve, che ricoprono di un tappeto bianco la vetta durante l'inverno; e infine quelle calde delle terme, che fanno corona alla montagna, tuttintorno.
Essendo una terra antica, l'Amiata ha i suoi riti primitivi, tribali, che solo da poco tempo ha lasciato condividere anche a chi viene da fuori. Il fuoco è il suo elemento, perché il fuoco purifica, distrugge e ricrea e rende la terra fertile. Ecco perché ovunque sull'Amiata ci sono fuochi.
Terra ibrida e complessa l'Amiata, compresa com'è tra la Val d'Orcia e la Maremma, fra l'ocra e il grigio e il verde scintillante che circondano questa terrazza naturale, l'antico vulcano prolifero, prospero di vita e ricco di natura. Una terra che nutre i cinghiali e i lupi, le orchidee e le centinaia di erbe spontanee che sorgono generosamente da un ambiente placido e sereno.
L'aria delle alte quote, frizzante e un tantino visionaria: un punto di partenza verso gli spazi immensi e verdi dell'Amiata circostante e non solo, verso l'Appennino, verso il lago di Bolsena, a perdita d'occhio. È come stare sollevati su una mongolfiera e avere sotto lo sguardo tutto il mondo. La leggerezza ci pervade sui prati della montagna e l'aria trasparente rende ogni cosa più visibile, più concreta.
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